Luca Donini Quartet


Tratto da...

(...)"Considerato unanimemente una fra le voci più significative del jazz europeo della nuova generazione, il sassofonista Ë soprattutto un compositore sensibile e profondo, attento a tutte le forme sonore contemporanee, in particolare alla musica della Nuova Era....Donini riesce a combinare questa sua cultura, anche accademica con una semplicità espressiva che gli viene dai suoi tragitti all'interno della new age.. "   


New Age Giugno 2002 (Cristina Palesi)



Maggio 2001 - Davide Ielmini

(…)Musica che combina elementi di jazz, rock, funk, classica e musica medio-orientale.
(...)Gli esecutori dimostrano una professionalità di primordine sia a livello esecutivo,negli arrangiamenti spesso difficili, che improvvisativo.
(...)per chi già conosce il sassofonista, sa quanto gli piaccia attorcigliare la musica, ossia renderla gradevole all’orecchio ma nello stesso tempo inebriante per il cervello.
(...)La musica di Luca è fatta di suoni ben poco elegiaci, piuttosto terrosi, argillosi e ferrosi. E’ musica “minerale”, depositata in secoli di storia.(...)
Donini non va in cerca di souvenir ma di fragranze contemporanee tinte di antico e di blues.(...)
Donini ci racconta il suo mondo con lo stile inconfondibile che rende i suoi brani piccole avventure di suoni alla ricerca del mistero che passa tra monofonia e eterofonia(...)



Cadence “New York” (USA) February 2000 (Jim Santella)

(...)Splitting his duties between soprano and tenor, the saxophonist balances his unit between the contemporary and the traditional.(...)
(...) Highly recommended,this one manages to please almost everyone without dluting creative Jazz, as Donini’s quartet combines the blues,Jazz/rock, classical, Spanish traditional and italian folk music successfully.



L'Arena, Settembre 2001 (Beppe Montresor

" Piramidi Ë un lavoro di robusto spessore e nel contempo decisamente godibile, non solo per la cerchia dei jazzofili. E in questo senso conferma Donini (sassofonista, arrangiatore nonché direttore d'orchestra) come un musicista di prim'ordine sulla scena nazionale, estremamente colto ma sempre attento a mettersi in comunicazione aperta e diretta con un pubblico non di nicchia..."

Beppe Montresor L'Arena , Settembre 2001



Cadence, New York Aprile 2002 (David Franklin)


"(Luca Donini and the Future Orchestra) demonstrate first-class professionalism in their execution of the often-demanding arrangements as well as in their improvisations."



Tony Scott offical site www.tonyscott.it/legnago.htm

The musicians on the photo are from the Veneto area. The fantastic leader of the Jazz Project Orchestra is the saxophone player Luca Donini who is also the composer of the first part's songs of the program.
With him Tony Scott lead the Orchestra, playing also clarinet and tenor sax.
The second part was made by Tony Scott compositions came out from the recording of 1953 and 1956 Tony Scott Orchestras. On the repertoire a fantastic uninion was proposed beetween the two songs of arabian scent : Whirling Dervish by Tony Scott and Nawa by Luca Donini. On the program also the Scott's compositions Nina's Dance, Theme and Variations, and the fantastic 1953 song The Blues Have Got Me.



Die naTo Leipzig 30 marzo 2005 www.nato-leipzig.de

Luca Donini gehört zu den interessantesten Musikern des zeitgenössischen europäischen Jazz seiner Generation. Seine musikalischen Einflüsse, sein heutiger Stil, sein italienisches Temperament, das sich stark an afroamerikanischen Musikelementen orientiert, konnte er in den letzten Jahren zu einer einzigartigen musikalischen Mischung veredeln.
Am Anfang war sein Stil von Sonny Rollins und John Coltrane beeinflusst. Schnell hat er dann seinen eigenen Stil entwickelt. Dabei hat er als Komponist und Improvisator immer versucht, Elemente anderer Genre wie Theater, Tanz, Filmkunst und Dichtung in seiner Musik aufleben zu lassen.



SUONO n° 339 di dicembre 2001 (Cristina Palesi)

Luca Donini and the Future Orchestra
Piramidi Splasc(H) CDH 751.2
Un album sorprendente, per peso specifico e per colorazioni emozionali, questo del giovane sassofonista veneto di formazione fusion, e capace di contaminazioni a tutto campo, tanto che utilizza il didjeridoo degli aborigeni australiani e le voci di un coro gregoriano femminile, il folklore egiziano (il brano di apertura Nawa, in bilico tra sogni orientaleggianti e jazz ritmatista) e Rachmaninov (la Serenade), gli stimoli dell'acid jazz e l'orchestra - anzi la Future Orchestra (…) Una bella dimostrazione di maturità e di eclettismo, di capacità nel catturare la musicalità e di ritrasmetterla all'ascoltatore, di schizzare una musica che sa concedersi senza riottosità di sorta (…)

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